Il segno della moda
Dalla sua formazione di architetto Gianfranco Ferré trae il suo metodo, che proprio nel disegno ha il suo fulcro, il suo momento fondante, il suo modo di dare una forma alle idee, concretezza a un'intuizione, di "fermare le impressioni e dar loro un abbozzo di consistenza".
La mostra vuole ricostruire un percorso intellettuale, l'evoluzione di un mondo interiore di ricerca, di lettura, di sintesi culturale e stilistica, che resti come testimonianza e spunto di riflessione: disegno come espressione di libertà e rigore, di creatività e progetto, ma allo stesso tempo strumento di lavoro, esercizio quotidiano, habitus mentale, approccio concreto. Soprattutto, il metodo di lavoro.
Tutto l'universo interiore di Gianfranco Ferré si condensa nei suoi disegni che definiscono con immediatezza i punti-cardine del corpo umano – le spalle, la vita, le gambe – ma anche gli interessi, le passioni e la personalità dello stilista. E ciò può essere compreso anche da chi, con la moda, ha poca o nessuna confidenza.
La sua incessante capacità inventiva diventa segno, nelle sue incredibili silhouette che evocano con pochi tratti decisi una figura dinamica, spesso fissata da tracce di matita, da bagliori di luci e d'oro resi anche con la carta stagnola o con uno spolverio di brillantini. Disegni che creano anche abiti come macchie di colore, come intrecci calligrafici, esplosione di linee o sintesi di un dettaglio d'incredibile resa materica. Colpisce proprio questa peculiarità di Ferré: anche in un'immagine di sintesi, si evidenzia sempre la precisione del dettaglio.
Gianfranco Ferré, appunti.
Crediti
Partners
Archivi Storici Politecnico di Milano.
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