Prêt-à-porter Uomo
Primavera/Estate
“Viaggiare è un’attitudine naturale. Si affrontano spazi che paiono infiniti. Poi si approda e ci si lascia andare. Il desiderio di esplorazione cede il posto al piacere degli orizzonti ritrovati. Perché talvolta, pur raggiungendo un luogo mai visitato, si ha la netta sensazione di tornare alle radici. Anche questa collezione parla di scoperta, di evoluzione, di ricerca. Evoluzione di forme e ricerca di configurazioni inedite, arrotondate seppur costruite impeccabilmente, nel rispetto di un codice proprio del mio modo di ‘sentire’ lo stile al maschile. Perché scoprire significa spesso riscoprire, ritrovare segni e certezze che sono imprescindibili”.
Gianfranco Ferré
2008
A raccontare questo viaggio di riscoperta sono soprattutto i colori, nel loro rapporto sempre un po’ alchemico con le materie. Il blu, o meglio, i blu nautici, quelli degli scafi. Sono lucenti, rifrangenti, tecnologici. Si valgono delle sete dai riflessi cangianti, chinzate, idrorepellenti, stormizzate. Oppure del cotone laminato. Le tonalità del fico d’India maturo e del gelsomino, del pistacchio e del limone dei sorbetti fanno pensare al tripudio di una sagra. Anch’esse sono modulate dalla seta, con le sue tante anime: seta cruda, shantung, tussah, bourette. Il nero lavico, delle sabbie e delle pietre, sorprende con qualche luccichio. Si combina a lino, voilé e bambù, quasi in assenza di peso. E quasi in assenza di realtà, quasi in assenza di sollecitazioni esterne, è facile e persino inevitabile concedersi al relax. O meglio, all’otium vero e proprio.
Estratto dalla cartella stampa della collezione