Prêt-à-porter Uomo
Primavera/Estate

“Tutta la collezione dà voce a un desiderio di semplificare, di arrivare alla radice di ciò che è necessario, elementare. E insieme risponde a un desiderio di luce, di solarità che percorre il formulario conservativo del vestire maschile. Con forme vicine al corpo e dimensioni mai eccessive e con colori tenui e misurati che si aggiungono alla severità del nero. Nell’interpretare gli elementi tipici del guardaroba da uomo, ho concesso spazio a nicchie di pacatezza e naturalezza”.  

Gianfranco Ferré

2002

Così, viene eliminata volutamente dal militare ogni enfasi army, preferendo tocchi calibrati: camicia kaki sul pantalone di bisso, pantalone extawide con blazer di lino nei toni dell’indaco smerigliato. Oppure il blu denim per i pantaloni e qualche camicia, stupefacente perché in tussah selvaggio sdrucito e macchiato. 

Segnando ogni passo con l’impronta della qualità e del lusso, viene riletta la durezza e l’energia del giubbotto da motociclista: vissuto, invecchiato, chiazzato di fango, ma preziosissimo perché realizzato in anaconda, coccodrillo, nappa, virati a sorpresa nei toni soffici del rosa, beige, cammello, grigio. Allo stesso modo, è stemperata la rude praticità della giacca attrezzata da pilota d’auto con la seta paracadute doppiata in jersey, con la nappa ultralight accoppiata alla viscosa e alla seta. E per liberarla dalla logica della stagionalità, la giacca di cachemire è indossata sopra la semplice T-shirt. 

Estratto dalla cartella stampa della collezione

Look n. 9
Look n. 18
Look n. 25
Look n. 27
Look n. 56
Look n. 59
Look n. 61
Look n. 85
Look n. 109
Look n. 123

Prêt-à-porter Uomo
Autunno/Inverno

“Quando ho cominciato a disegnare la collezione, a scandirla per momenti ed occasioni, mi sono accorto che prevalevano suggestioni di libertà e di essenzialità, rafforzate dalla volontà di rileggere le formule abituali del vestire in un’ottica di scioltezza e di solidità. Per questo, ho voluto correggere la natura formale di certi canoni con accenti sportivi ed una propensione spiccata al comfort, che si traduce in una linea più comoda e in dettagli di intelligente praticità”. 

Gianfranco Ferré

2002

Per sciogliere le forme, l’interno di spalline e imbottiture è svuotato, lasciando soltanto una leggera arricciatura alla spalla, che dà alla linea della giacca un’assoluta naturalezza. Nella logica della radicalità, la giacca risulta dichiaratamente oversize: non semplicemente larga, ma almeno di un paio di misure più ampia. Oppure decisamente asciutta e snella, fino a sembrare una fodera sul corpo.  

Superando tipologie scontate, vengono fusi in modo insolito il formale e l’informale, attribuendo dotazioni tecnico-sportive ai pezzi iper-classici del guardaroba. Sottolineando, al contempo, la necessità di coprire, riscaldare, proteggere dalle temperature sottozero. Per esempio, il consueto paltò da città è imbottito, con l’interno in materiale termoisolante. Con volontà deliberata, vengono accostati segni di normalità, dichiarazioni di eccentricità e manipolazioni alchemiche. Il nero è mescolato al grigio in maniera desueta anche se volutamente rigorosa. I loden tradizionali in sfumature marroni e grigio nebbia, ma anche i velluti e i fustagni in versione tartan, avvicinati a stampe mimetiche in cavallino. Le severe giacche da sera blu notte con i revers alti e chiusi sono abbinate ai cappotti di grossa tela di cotone stretch imbottiti di pelle bordeaux. Sono i segni di un’eleganza personalissima. 

Estratto dalla cartella stampa della collezione

Look n. 2
Look n. 4
Look n. 15
Look n. 22
Look n. 45
Look n. 47
Look n. 61
Look n. 62
Look n. 63
Look n. 91