Prêt-à-porter Uomo
Primavera/Estate

“Come sempre, quando comincio a studiare la collezione mi confronto con un’esigenza: dare una ragione sempre più forte alle scelte del design e focalizzare il valore del prodotto. A partire da un modo nuovo di essere e di porsi agli altri, che tiene conto di una raggiunta consapevolezza del corpo non solo come dato naturale, ma anche come certezza mentale e come scelta culturale. Da qui nasce un desiderio sottile di unicità e individualità. Un desiderio che si traduce in un abbigliamento che ha superato i vincoli della stagionalità per rispondere al bisogno basilare di proteggere dal caldo o dal freddo, ai comportamenti mutati, a una ricerca sempre più accentuata di leggerezza”. 

Gianfranco Ferré

2001

Impressioni di un viaggio intorno a un guardaroba. Note, appunti... la sensualità della giacca più accostata al corpo, con le spalle arrotondate – di un city sportswear nei tessuti a disegni drapperia o in struzzo doppiati in finissima nappa. La nuova in-consistenza delle camicie di bisso candide e impalpabili, quasi trasparenti, dei lini areati, degli Oxford dilatati e alleggeriti da mescolare alle grisaglie. La presenza determinante della camicia bianca, di quella rigata “a zone”, di quella in tela grezza ricamata. I segni di una fuga verso paesi lontani, verso l’Oriente: le giacche di organza doppia quasi senza colletto, oppure da mandarino, ricamate e indossate sui pantaloni blu a sostituire lo spencer. Il jeans in seta dalla larghezza rubata al kimono. Una ricerca personale, istintiva, per costruire, pezzo dopo pezzo, una silhouette non precostituita. 

Estratto dalla cartella stampa della collezione

Look n. 21
Look n. 29
Look n. 30
Look n. 41
Look n. 45
Look n. 68
Look n. 72
Look n. 74
Look n. 83
Look n. 98

Prêt-à-porter Uomo
Autunno/Inverno

“Rappel à l’ordre: bisogno profondo, istintivo di regola, di disciplina. Di creare una propria uniforme, sentendo fortissimi il richiamo e la memoria della divisa. Essenziale e ricercata, austera e sontuosa, chiamata per vocazione a esprimere potenza e vigore anche fisico. Divise imperiali, divise formali. Un tocco impeccabile, che ho voluto mediare sottolineando l’approccio attuale al vestire maschile, mai programmato, mai precostituito, sempre fortemente individuale. Spezzando la severità con la ribellione di certi accostamenti, come lo smoking con il parka lucente a stampa mimetica, foderato di pelliccia”. 

Gianfranco Ferré

2001

Per accentuare la serietà dei capi, è stata utilizzata una gamma precisa e raffinata di tessuti e di colori. Miscele dense e classiche di verdi foresta, grigi, blu, ma anche toni d’autunno potenti e aranciati, cammelli chiari e pastosi, il nero, burgundy e blu dei cappotti da sera lunghi e corti, scanditi da camicie, candide oppure colorate in un effetto tono su tono. Materie che conferiscono prestanza anche ai capi meno formali: cover garzato all’interno, alpaca pressata, flanella di cachemire. Perfino astrakan selvaggio per i cappotti a vestaglia. 

Nella sartorialità rigorosa sono state individuate logiche e risorse che danno un senso straordinario allo stile. Come nei capi doppiati in pelliccia, utilizzando visoni d’epoca, rasati in modo inconsueto per gli interni caldi.  

In una ricca, sontuosa definizione dei dettagli si concentrano fantasia, passione alchemica, gusto per i viaggi incantati. Rimescolando latitudini, sovvertendo climi, inventando una virtuale, magica fauna artica: per il giubbotto da aviatore, opossum australiano schiarito che ricorda la volpe dell’Ontario; anaconda bianco e grigio, giuntato e grattato fino a scolorirsi nei toni del ghiaccio e della pietra; zampe di struzzo assemblate a patchwork che richiamano le squame dei pesci mentre guizzano nelle gelide acque del mare di Barents; coccodrillo smerigliato e spazzolato perché sia prodigiosamente morbido. 

Estratto dalla cartella stampa della collezione

Look n. 9
Look n. 20
Look n. 25
Look n. 31
Look n. 44
Look n. 62
Look n. 64
Look n. 74
Look n. 79
Look n. 80