Prêt-à-porter Uomo
Primavera/Estate

“Nel disegnare, ho raccontato un viaggio immaginario nella memoria tra i libri e le immagini del passato. In quella cultura che ormai è comportamento acquisito, conoscenza profonda dell’essere italiano. Così l’ho chiamato ‘stile delle cento città’ per sottolineare la differenza dell’ispirazione. 

Spirito marinaro che corrisponde al blu, al greggio, al nero e a un rifiuto del formale, un formale che corrisponde a regole fantasiose e alla rielaborazione napoletana dello stile inglese. La disinvoltura romana delle giacche rosse sui pantaloni di seta greggi e il pullover a collo alto. I colori corda, sabbia, paglia secca, i toni calcinati e asciutti del caldo siciliano”. 

Gianfranco Ferré

1994

Procedendo per assonanze e somiglianze, per associazioni di idee e di linguaggio, la mollezza dei lini lavati, goffrati, mescolati con la seta, delle bourette doppiate di taffetas e delle garze, corrisponde a forme fluide, abiti destrutturati e spolverini senza peso, che stanno in un pugno o in una tasca. Il pullover, che è leggero e areato, si corruga a pelle di rinoceronte. 

Liquida fluidità dei colori che si mescolano, trascolorano, colano l’uno nell’altro fino a diventare non-colore. La disinvoltura delle civiltà marinare, con i pantaloni gessati sul voile di crêpon, le camicie di seersucker, i greggi e la virilità del color spago. 

Le suggestioni della Sicilia. Bianco e beige asciutti, prosciugati dal vento e riarsi dal sole. Con le giacche in tessuto floscio di linea striminzita portate quasi senza camicia, più allungate ma sempre all’insegna del comfort. Con l’iconografia delle piante e degli arbusti siciliani, sezioni e spaccati di vulcani e di eruzioni. I colori romani delle giacche fiammeggianti: venti sfumature di rosso, dallo stemma al papavero, pantaloni greggi, pullover a collo alto, genere Dolce Vita. 

Estratto dalla cartella stampa della collezione

Look n. 3
Look n. 16
Look n. 17 e 23
Look n. 20
Look n. 35
Look n. 56
Look n. 88
Look n. 140
Look n. 157
Look n. 158

Prêt-à-porter Uomo
Autunno/Inverno

“Ripensare alle radici, riflettere sulle origini di un guardaroba che trova il suo modello e la sua scansione nelle fogge d’inizio secolo, dopo la rivoluzione industriale. Immergersi in un clima solido e sobrio, vibrante di energia. Ritrovare l’asciuttezza severa del Nord, delle coste baltiche, dell’Inghilterra. L’eleganza determinata degli uomini che costruirono l’industria moderna”. 

Gianfranco Ferré

1994

Così, nella collezione, i colori forti vengono sostituiti dalle sfumature di toni seppiati, neutri, bluastri da vecchia fotografia, da documento d’archivio. Il blusotto di nylon è talvolta sostituito dalla giacca sport dai tessuti corposi e dalle tasche a sottilissimi soffietti. Perché lo sportswear rappresenta un modo alternativo di vestire, un segno della differenza tra vita formale e informale. 

Calorosa consistenza hanno i tessuti che giocano con un effetto di doppia tramatura: chevron, cheviot, in due toni di flanella mélange. Tessuti mossi: dalle crepelle con lavorazione cotelé, slegata, che ricorda il tricot a un’inedita mescolanza di cotone e maglia. Fino ad arrivare ai pantaloni di maglia a coste, che donano un aspetto sciolto e decostruito al vestito nero. Voluminosi filati jaspé per spolverini, caban e pullover mélange.  

Determinato il proprio abbigliamento – con giacca più molle, destrutturata e pantaloni più confortevoli – lo si modula sulla città e sulla campagna. Come una dimostrazione di coerenza. 

Estratto dalla cartella stampa della collezione

Look n. 13
Look n. 22
Look n. 39
Look n. 40
Look n. 49
Look n. 72
Look n. 94
Look n. 111
Look n. 152
Look n. 177