Prêt-à-porter Donna
Primavera/Estate

“Se dovessi riassumere lo spirito di questa collezione in una sola frase, direi che nulla appare costruito eppure tutto è studiato, per regalare leggerezza e un glamour moderno alla figura. Senza rinunciare alla magia, all’emozione, all’appeal…” 

Gianfranco Ferré

2005

Per rendere ogni cosa elastica e ben disegnata sul corpo, viene usato il jersey come strumento primo e assoluto, in tutte le sue varianti e carature, in tutte le possibilità di abbinamento e interpretazioni.  

Per raccontare la femminilità che attrae per la sua levità, l’andamento cromatico è pacato e vi è determinante la presenza del nero e più ancora dei toni morbidi della polvere di cacao, di guarana, di manioca, o delle sfumature appena un po’ più calde della terra. Ma esplode anche il colore, per evocare un incanto prezioso e fiabesco. La giacca in serpente-corallo riluce di tinte squillanti mischiate ad Arlecchino. Negli abiti da sera vibra il fascino selvaggio delle stampe animal. Sullo chiffon, sul tulle e ancora sul jersey le sfumature dei manti felini si sommano a ricami abbaglianti, a incrostazioni alchemiche che disegnano foglie esotiche, fiori Liberty, gigli, velati e per questo ancor più ammalianti. 

Come se lo splendore rigoglioso della foresta pluviale amazzonica, con la sua flora e la sua fauna, si confondesse nella fantasia con l’atmosfera appassionata e tentatrice di San Salvador de Bahia. Evocata dalle orchidee appuntate sugli abiti che si susseguono in passerella e soprattutto dal profumo inebriante che permea l’ambiente e conquista. 

  

Estratto dalla cartella stampa della collezione

Look n. 16
Look n. 22
Look n. 36
Look n. 37
Look n. 46
Look n. 50
Look n. 58
Look n. 70
Look n. 83
Look n. 91
Look n. 93

Prêt-à-porter Donna
Autunno/Inverno

“Mi piace raccontare la femminilità nei suoi tanti modi di essere e di atteggiarsi. Una femminilità che è raffinata e romantica, corretta da una certa severità. Senza contraddizioni, sa e vuole essere anche sportiva, in una scelta di comfort che arriva sino a un consapevole anticonformismo. Ho cercato e trovato questa femminilità, affascinante e speciale, nelle note struggenti di una melodia, nei versi puri di una lirica, nelle immagini di una città pulsante, in orizzonti che sembrano non avere fine…” 

 

Gianfranco Ferré

2005

La severità è riassunta dalla gonna diritta al ginocchio, che finisce con una piccola balza e, a sorpresa, si combina con il blouson esagerato nelle proporzioni, in cover d’antan pesante, guarnito da un grandioso collo in guanaco naturale: una sorta di rivisitazione glamour dei mantelli che si indossavano un tempo per cavalcare nella pampa. 

La gonna ha la baschina un po’ scesa sui fianchi, raggiunge il polpaccio, si apre a ruota ondeggiando con il passo, che è elastico ma ben saldo, perché il piede è protetto dallo stivale che ricorda le “botas de potro” dei gauchos, in suede leggerissima e incolore, oppure in cuoio istoriato e borchiato con il tacco a zeppa. Se arriva al suolo, la gonna è in faille di seta cangiante, fatta di balze fitte di plissé: con il movimento sembra danzare, creando un fruscio irresistibile, più seducente di una milonga. 

Anche proteggersi dal freddo diventa un’affermazione di opulenza. Nei cappotti e nei mantelli l’opossum si mescola alla volpe e al breitschwanz, il bouclé è doppiato di astrakan, il visone rasato diventa leggero e morbido come il velluto, il montone a peso piuma è reso ancora più lieve e magico dalle devorazioni damascate a laser. Broccato e lana shetland si accoppiano nei piumini trapunti e sontuosi, che la naturalezza di una T-shirt grigia e di un jeans riporta alla normalità, anche se sono tempestati di cristalli che risplendono come le stelle nel cielo terso della Patagonia. 

Estratto dalla cartella stampa della collezione

Look n. 10
Look n. 30
Look n. 40
Look n. 41
Look n. 58
Look n. 66
Look n. 69
Look n. 75
Look n. 77
Look n. 78