Prêt-à-porter Donna
Primavera/Estate

“Il senso del Duemila che vibra in questa collezione non è rivoluzione: è, al contrario, uno spirito che consente di pensare al vestire femminile – e al corpo – con molto sentimento e altrettanto raziocinio, con forme e gesti che appartengono a una cultura acquisita, nobile, ma volutamente semplificata. Mantenere i valori tradizionali, liberati e vivificati da tecniche e logiche attuali, a parere mio può dare alla figura grazia, allure, bellezza, sensualità. Può permettere una rivoluzione più autentica e sentita. Quella di un nuovo glamour”. 

Gianfranco Ferré

2000

Architetture soffici. A una leggerezza quasi incorporea del tessuto corrisponde una struttura precisissima dell’abito. 

Strutture versatili. La giacca, trattenuta da uno spillone, diventa marsina, gilet, camicia sfoderata con un malizioso godet sul dietro. 

Volumi aerei. Organza e tulle chiusi con lacci costruiscono abiti a clessidra trasparenti come paralumi, oppure si gonfiano in gonne quasi a mongolfiera, sostenute da lievi strutture. 

Nature civilizzate. Colori profondi e forti, dal marrone al verde scuro, al nero. Colori caldi delle paglie, così leggere che formano cestelli per avvolgere il corpo. Pastelli preziosi che fondono sabbia e pietre: giada, quarzo rosa, pallida acquamarina nei broccati lucenti di seta e nylon. Struzzo tagliato al vivo che lascia intravedere fodere di organza. Pitone che dà ai tessuti un aspetto più croccante. 

Estratto dalla cartella stampa della collezione

Look n. 6
Look n. 10
Look n. 25
Look n. 29
Look n. 32
Look n. 56
Look n. 61
Look n. 65
Look n. 74
Look n. 87

Prêt-à-porter Donna
Autunno/Inverno

“Mi piace pensare a una donna che sia un po’ ragazza, talvolta infantilmente acerba nello scoprire finezze perdute. Una donna che porta in questo mondo antipodi e contrapposizioni, per arrivare a quell’ordine disordinatamente libero che oggi, per me, è la moderna eleganza. Fatta anche di osato e marcato perbenismo, di lindori e nitori, di severità. Con la volontà di rendere tutto personale”. 

Gianfranco Ferré

2000

Un’allure che nasce spesso dal design elementare di semplici pezzi: quadri tagliati o bucati in modo da creare insoliti volumi, panno blu tagliato al vivo, enfatiche gonne rettangolari che creano code asimmetriche sul fianco. Svelta asciuttezza della linea sottolineata dal Chesterfield di vicuña blu sopra il jeans di duchesse in tono, sfarzose robe-de-chambre da dandy sui pantaloni a uomo di flanella grigia con la più Ferré delle camicie bianche. Gonne lunghe di pelle con la camicia da pittore in nappa nera per una serata high style, ma anche pullover a fettuccia di zibellino per esaltare l’importanza del momento, anche se la consistenza del tempo è superata e non ci si chiede più quando e come indossare un vestito. Languore di abiti a foggia di tight, scollati e decorati con scampoli di volpe. Miriadi di ruches di taffetas, a cascata, gonfiano la più improbabile delle crinoline, vagamente stropicciata. Non-colori, come blu, grigio, nero, cammello accentuano il tono prezioso delle linee, alternati a esplosioni di colori che appartengono all’opulenza della materia. E la figura è sempre puntuta, aguzza, senza mollezze, nel rispetto della qualità assoluta dei tessuti.  

  

Estratto dalla cartella stampa della collezione

Look n. 29
Look n. 42
Look n. 43
Look n. 58
Look n. 63
Look n. 65
Look n. 66
Look n. 67
Look n. 92
Look n. 97