Prêt-à-porter Donna
Primavera/Estate
“Una miscela di urbanità e spirito selvaggio. Il senso di libertà che in una cornice civile, mediterranea, donano le materie ‘décontracté’... reminiscenze, qua e là, d'inizio secolo, animate dal piacere di mescolare con audacia cose tradizionali. Alla concretezza, a quel che chiamo elementarità, ho voluto dare le sfumature incantate del sogno, un alone di leggerezza, lieve come un profumo, aleggia la memoria di una silhouette vagamente chapliniana: pantalone largo e corto al malleolo, giacca breve con spalle naturalmente ampie, bianco e nero come ‘Tempi moderni’. E un’energia, un’ironia tutta moderna mescola preziosità e ruvidezze, aggressività e tenerezza”.
Gianfranco Ferré
1994
I colori. In un panorama estivo e prosciugato dal sole, le sfumature si stemperano, colano, si schiariscono, in pura luce. Crema, seppia, canapa, bianco. Un pulviscolo di sabbia, nuvole perlate. Un’esplosione di rosso peonia, rosso papavero, rosso geranio per le camicie libere come foulard. Un’ondata di blu fresco e trasparente come il mare di Santorini.
Le materie. Consistenza, spessore, lievità, contrasti... cordone delle cime da barca per decorare un lungo gilet profilato di spighetta. Pizzo écru consistente e opaco, foderato di georgette, per il tailleur a uomo. Garza e tulle stretch o con uno spiritoso aspetto zanzariera. Shantung e suède lavato per le sahariane. Il pull di cotone con note di rosso per la giacca quasi da cadetto portata di sera. Alchimie del lino, grezzo da un lato, spalmato d’argento sull'altro. Pitone o pelle d’elefante tagliati a strisce, applicate su maniche di tulle o georgette che, rimboccate, formano un'immaginaria matassa. Tessuti maschili di seta molle o crespo di seta, gessati con un filo di ajour.
Estratto dalla cartella stampa della collezione
Prêt-à-porter Donna
Autunno/Inverno
“Un senso di nuovo di libertà. Un gusto intenso e forte, che unisce il naturale all'elementare, che si spinge al massimo dell’artificio, elaborando dettagli maschili su fogge e figure completamente femminili… in questa collezione sono approdato a una consapevolezza diversa del vestire, che dà per assimilato e assorbito quel che è storia e inventa un presente pieno di energia, senza compiacimenti né stravolgimenti. Io perpetuo la necessità di un ordine che sia donante, non obbligo o imposizione. Un ordine nato dalla libertà che tutto rimescola. Ogni capo riacquista la sua identità più profonda”.
Gianfranco Ferrè
1994
Materia e forma. Per misteriose alchimie, la materia presta il suo corpo alla forma e raggiunge soluzioni sorprendenti, effetti scultorei. I nuovi volumi nascono da cascate seriche: taffetas, velluti di seta tubici, velluti di seta e viscosa. Certe dolcezze si ottengono sposando il velluto al cashmere. Come nella Wunderkammer, niente è ciò che sembra: la pelle marezzata di animale, simile a lontra leggera, si rivela un velluto ammorbidito e schiarito. La ciniglia a trame larghe, foderata di georgette e trapunta, diventa una gonna di filo intrecciato. La passamaneria e i cordoni tapisserie – ingranditi, slentati, in filo di ciniglia – diventano caban e scialli sontuosi. La pelliccia che sembra di struzzo e di piume è una massa di lana lavorata a fiocchi sul canovaccio.
Colori. Uno splendore leggero si posa sui bianchi e sui neri assoluti. Un pulviscolo morbido vela i neutri declinati fino alla tenerezza del rosa. La forza istituzionale della flanella grigia prende la luce opaca, sabbiata, come di un elmo antico. Il sabbia si infittisce nei toni dei rami secchi, mescolati con il selvaggio della seta stampata, mimetica, da fodera dei cappotti militari. Un mazzo di sfumature dal rosa al violetto, come peonie che stanno seccando, getta una nota densa e vibrante.
Estratto dalla cartella stampa della collezione