Prêt-à-porter Donna
Primavera/Estate

“Un’aria calda e forte. Un odore intenso di erbe... all’improvviso ho sentito questa strana voglia elementare, selvaggia, questo bisogno di slancio e dinamismo. Come un moderno alchimista che ricrea tecnologicamente la natura, sognando magie e artifizi, ho immaginato un’estate verde nella foresta equatoriale: lame di luce tra le foglie, tra il vero e l’immaginato, l’autentico e la sua illusione; ho cercato materie sorprendenti con un’eco di favola, oro e metallo scuriti e bagnati, cascate di gioielli primitivi di leggerissima balsa, placche di legno ornano il corpo, rivelato da abiti aderenti, come appiccicati. Soffia un vento di libertà in questa collezione. Di energia”.

Gianfranco Ferré

1993

Nel liquido verde della foresta, tra gli alberi, una stampa di foglie sul tulle stretch, sulle T-shirt di organza. Sciarpe di cuoio tagliate al vivo e intrecciate a rete, bisacce che diventano gonne corte, cortissime. 

Mimetismo di un magico coccodrillo, ricamato trompe-l’oeil e mescolato al tulle, sui giubbotti e sulle giacche. Rafia mescolata con la garza che diventa corteccia, scarpe di legno, odore di cannella. Giubbotti di anaconda e nappa stampata a legno, camicia stropicciata simile a scorza. Pelle nera e nylon grigio, una materia povera e tecnologica che sprizza come un ciuffo di piume, come se appartenesse a un misterioso zebù. 

Colori eccitanti, tropicali. Il gusto carioca delle righe accostate per contrasto. Alchimia delle camicie a grandi righe arancio, mango, passion-fruit. Ora trasparenti, ora lucide, ottenute con una tecnica che mescola organza e raso. Parei in paillettes pressate e trattate con fusciacche che sbocciano in nodi verdi. La sorpresa di una sciarpa plissettata che avvolge come una foglia. 

Estratto dalla cartella stampa della collezione

Look n. 10, 5 e 3
Look n. 34
Look n. 48
Look n. 79
Look n. 118
Look n. 126
Look n. 129
Look n. 144
Look n. 169
Look n. 178

Prêt-à-porter Donna
Autunno/Inverno

“Felice senso della ragione, o forse, realtà trasfigurata, piacere nel vedersi e sentirsi a proprio agio, energia che nasce dall’equilibrio e dal comfort… per questa donna diversa, che ha desiderio di bellezza ma non di fuga, di relax ma senza esotismi e abbandoni, ho pensato a una silhouette nuova, allungata e fluida, con spalle minute, veloce come un disegno a matita. Disegnando e immaginando situazioni reali, occasioni concrete di vita quotidiana, mi sono accorto che d’istinto andavo scegliendo il bianco, il rosso, il cappotto, il tailleur di ispirazione maschile, l’oro, il décor, la fantasia: il lessico Ferré, il mio costante alfabeto espressivo”. 

Gianfranco Ferré

1993

Una silhouette che sposa il colore alla forma, seguendo il principio che ogni oggetto ha, naturalmente, un colore: così il cappotto che sembra un caftano è bianco, il cappotto che copre con praticità è beige, la ruota di velluto è blu. Forme elementari, dunque forti, che gli accessori sottolineano in modo puro, essenziale. 

I materiali e i colori. Stoffe asciutte che danno linea e scatto: canneté, popeline di cotone, gabardine, duchesse, grisaglie, tweed, tessuti tipici del guardaroba da uomo nelle tonalità grigio, ferro, asfalto. Nel tweed jacquard si intreccia un filo di lamé che dà uno scintillio intermittente a bassa frequenza. Rame e oro, ma più opachi e polverosi, di gusto sportivo. Un gioco fantastico delle trasparenze, delle ombre, dell’improvviso svaporarsi del tessuto in una rete di tulle. Inserti di cuoio che riproducono parti anatomiche, trasformati in cartigli e immersi in una colata d’oro. Una suggestione mitologica alla Ferdinand Khnopff, tra Minerva e guerriera. L’impressione potente di una statua rivestita di metallo e sospesa su misteriosi specchi marezzati. 

Estratto dalla cartella stampa della collezione

Look n. 13
Look n. 58
Look n. 69
Look n. 78
Look n. 88
Look n. 100
Look n. 122
Look n. 125
Look n. 130
Look n. 131