Prêt-à-porter Donna
Primavera/Estate

“C’è molta tranquillità, molta calma interiore in questa collezione, molta cultura nel senso di comportamento acquisito. Perché l’aggressività, il bisogno di affermazione, la disinvoltura programmata appartengono al passato, sono state macinate lentamente e assorbite solo quanto basta e si sente necessario. Mentre oggi riaffiora un senso di quiete e di semplicità, che si traduce nel comfort per il comfort, nella scelta spontanea di ciò che piace, sia l’espadrillas di cinghiale ricamato sia la décolleté a scultura, che mescola la zeppa con il tacco. Niente è innaturale o artificiale… è il momento di scegliere liberamente e con naturalezza”. 

Gianfranco Ferré

1985

E quindi, giacche smilze, più corte dietro più lunghe davanti, per un effetto verticale e sfuggente; pantaloni morbidi, comodi, abbondanti con tasche tagliate tra le pieghe; gonne giganti da annodare a fascia e lasciar spiovere in pieghe centrali; giacche affidate alla spontaneità di un nodo che raccoglie l’ampiezza, davanti strizzato, dietro blusante. 

Materia e colori: gli stampati vortice a disegni concentrici, la spugna di lana e seta, la garza di cotone “inamidata”, la fiandra, la doppia seta tinta in filo, il lino tessuto a trama larga, rubato alla collezione uomo, seguendo due gusti opposti ma non contrastanti: tessuti morbidi e sfiniti, tessuti scattanti e fruscianti. I colori opachi e densi, come il blu unito al marrone e al nero. I colori energetici da bonzo tibetano, giallo e arancio. I colori spirituali, bianco assoluto, bianco relativo e sabbiati. 

Estratto dalla cartella stampa della collezione

Look n. 1
Look n. 16
Look n. 29
Look n. 42
Look n. 43
Look n. 65 e 59
Look n. 81
Look n. 84
Look n. 85
Look n. 90

Prêt-à-porter Donna
Autunno/Inverno

“Ho cercato la decorazione... non un’aggiunta gratuita, inutile, un barocchismo di maniera, ma il segnale di un’evoluzione dove ci fosse spazio per volumi e una fisicità nuovi. Un atteggiamento diverso, insomma, che non si limitasse a cercare il funzionale, il pratico, l’utile, ma affrontasse questa idea proibita, questa zona in ombra della decorazione. Che ho interpretato esasperando certi schemi elementari e certi volumi”.

Gianfranco Ferré

1985

Sono stati ingigantiti il giubbotto con la coulisse e la giacca a sahariana; è stato semplificato il pullover rendendolo una sciarpa avvolta intorno al busto e alle braccia; sono stati uniti linee e aspetti opposti che però potessero convivere insieme, come insegnano certe culture orientali che mescolano l’essenzialità al gusto molteplice delle forme. Anche il colore risponde a questo concetto decorativo: il grigio – il nuovo neutro – si declina in sfumature più dense, con un senso plastico importante, e fa da sfondo a una gamma di toni puri. Il rosso, il turchese, il viola, il giallo: i colori della segnaletica urbana, della città industriale e paradossalmente, i più nobili, quelli di grande tradizione; i colori dei mandarini e degli imperatori giapponesi.

I materiali: mongolia, marocain, bufalo, melton, alce, panno pressato, velour, maglia di jersey a punto stoffa, montone laccato, taffetas impermeabile foderato di lupo, velluto stampato a breitschwanz. 

Estratto dalla cartella stampa della collezione

Look n. 4
Look n. 7 e 7bis
Look n. 13, 12, 8, 10, 9 e 14
Look n. 21
Look n. 31
Look n. 48
Look n. 60
Look n. 68
Look n. 77
Look n. 99bis