Alta Moda
Primavera/Estate
“Le mie impressioni romane. Terrazze al tramonto. Vimini e sdraio a righe colorate; l’oro chiaro della paglia e il biondo trionfante del granoturco. A sera il vento soffia leggero sulle crinoline, spumeggianti velette da cappello point d’esprit. Tintinnano le perline sopra il vestito sottile a disegni cashmere. Volano le organze dall'anima di seta e dal peso piuma. C'è nell'aria una sensualità istintiva. Come se l'ambiente intorno accrescesse il talento per la seduzione”.
Gianfranco Ferré
1989
Nella luce morbida della città, i vestiti diventano colori. I colori vibrano di un'intensità pastosa che rimanda al De Chirico del periodo neogreco e alle sue figure vitali, immerse in una sinfonia di ocra e rosso. Mentre il beige si declina nelle sfumature spiga, paglia di Vienna e midollino. O nel rosa legno che ha la buccia del lychee.
Spiccano le trasparenze del pizzo, usato per foderare gli interni o, come un cammeo, incrostato nei parei lievissimi e quasi trasparenti. Ancora pizzo, ma di pesante cordoncino, per le casacche lunghe da portare sopra la gonna e i pantaloni. Pizzo di Bruxelles per il vestito pareo. Come se fosse un mazzo di fiori, il nastro di paglia, con i fiori di paglia, serra il vestito a pois. Le strisce baiadera delle sedie tripoline corrono sullo chemisier di organza alla caviglia. O sulla giacca iridescente e ricamata, che accompagna la gonna plissé di georgette. Le giacche hanno le curve sinuose delle sedie Thonet e le volute della rafia. Anche il tailleur di grisaglia ha la delicatezza di un fiore, con imprevedibili maniche che si gonfiano verso il fondo.
ESTRATTO DALLA CARTELLA STAMPA DELLA COLLEZIONE