Alta Moda
Primavera/Estate
“Parlando di impressioni, emozioni, suggestioni, ispirazioni... Mi ha mosso la voglia di freschezza, il desiderio dell'enfasi tropicale, letti e declinati secondo i canoni classici dell'haute couture. Senza censure e fraintendimenti. Il prêt-à-porter, anche quando è lussuoso e ha un taglio sartoriale, rimane prêt-à-porter, quindi più generico e indifferenziato. Mentre l'alta moda risponde soltanto a esigenze particolari, ai momenti di volontà e ai desideri delle donne a cui è destinato”.
Gianfranco Ferré
1988
Parlando di umori, correnti segrete... c'è lo scintillio dei colori che fissa immagini alla Josephine Beauharnais. Ci sono le righe bianche e nere, ma anche rosso bouganville e turchese Martinica. Ci sono i tartan spaesati dalla forza del sole delle isole, con righe azzurre e verde acqua.
Parlando della forma, della linea, del movimento... c’è un senso di lievità, come se soffiasse una brezza tiepida e ogni tanto un mulinello d'aria vincesse la forza di gravità. Così le gonne si proiettano avanti oppure fanno perno su grandi volant e sulla vita segnata. Ma ricorre anche la silhouette stilizzata di ispirazione maschile: giacca da uomo importante con spacchi sul dorso, però di raso a righe bianche e nere e dal colletto alto a camicia.
Parlando di tessuti, materia, sostanza che genera la forma... niente georgette, nessuna mollezza, ma stoffe corpose che assumono con naturalezza i volumi suggeriti dal taglio. Tessuti lucidi come il raso di lana e cotone, opachi come i gazar, prestanti come duchesse, shantung di seta, taffetas doppiato di lana e faille.
ESTRATTO DALLA CARTELLA STAMPA DELLA COLLEZIONE
Alta Moda
Autunno/Inverno
“Mi affascina il romanticismo sensuale e misterioso dell'Ottocento. La ricchezza esotica dello scialle Paisley e la pienezza delicata della rosa, che si sfa, diventa una pioggia di petali”.
Gianfranco Ferré
1988
Per affinità segrete e contrasti apparenti, gli opposti si toccano: stampato su organza con una tecnica che dà i riflessi della madreperla, lo scialle Paisley... rose sparse a effetti tridimensionali si mutano in petali e tornano in fiore sull'abito da sera... colori di polvere e rose essiccate... leggerezze impalpabili: le gonne da ballo di tulle a cento strati con sfrangiature infinitesimali.
Le forme si avvolgono naturalmente intorno al corpo come in un quadro di Jean-Baptiste Camille Corot... correnti di amorosi sensi tra forme e materiali. Levigatezza del velluto in ciniglia di seta, molle e doppiato di satin. Ricchezza della flanella di cashmere grigia… noncuranza delle maniche che paiono rimboccate con un gesto frettoloso. Un balenio d'oro nelle cuciture a graffa delle giacche.
Il caldo splendore del vino nei granati che ricamano il top scollatissimo a sottoveste... e l’intensità delle sfumature di tartaruga e di topazio scuro fino all'ebano.
ESTRATTO DALLA CARTELLA STAMPA DELLA COLLEZIONE