Alta Moda
Primavera/Estate

“Una brezza fresca e pulita, una traccia leggera di fiori, forse ricordi, forse promesse. Un sentimento: la discrezione. Un comportamento: la quiete vibrante dei gesti e dei movimenti, delle parole. La padronanza interiore che viene dalle buone abitudini lungamente praticate. Un vestire sorprendente, che ha lo slancio del futuro e la conoscenza del passato”. 

Gianfranco Ferré

1987

Le cappe si dilatano, le sete si gonfiano, le pieghe sprizzano, ricordando Boucher e le sue incantate eleganze. I volumi richiamano la solennità della tradizione, ma posseggono un’impensabile levità, ottenuta con la sapienza del taglio e l'esaltazione del tessuto, shantung e gazar doppiati, ottoman e piquet.  Un fremito di georgette: la gonna lunga e diritta si apre su un'altra gonna pieghettata, che dà al passo un ritmo di danza. Una predilezione: il blu, che il rigore dell'alta moda contrappone al bianco del piquet. Un'emozione: il rosa intenso delle azalee. Un'illusione: coriandoli di colori che sembrano scomposti da un vortice di vento. (e due 

stampati, l’uno sovrapposto all’altro, aumentano questo effetto di toni che si sfaldano. Omaggio al 

divisionismo?). Un dinamismo delle forme, percorse da una folata improvvisa: la gonna si incolla dietro e ondeggia davanti, grazie all'astuzia calcolata dei pannelli a godet. Un disegno sinuoso del corpo, che sboccia dagli abiti-bustier, dalle gonne elementari. O da eccitanti giacche scolpite e scollate. Nella più pura tradizione Ferré.

ESTRATTO DALLA CARTELLA STAMPA DELLA COLLEZIONE

Look n. 2
Look n. 45
Look n. 48
Look n. 55
Look n. 57
Look n. 61
Look n. 65
Look n. 66
Look n. 79
Look n. 85

Alta Moda
Autunno/Inverno

“Mi sono innamorato del velluto e dei suoi riflessi, che si ritrovano, in natura, nella viola pansé. L'ho sposata a forme tonde, esuberanti, che da un lato hanno la pienezza della femminilità, dall'altro il guizzo dell'eccentricità. Ma le ho legate a nastri e cadenzate con fiocchi: per offrire allo sguardo il più sontuoso dei bouquet”. 

GIANFRANCO FERRÉ

1987

Tutto fiorisce, tutto ondeggia... i colletti sbocciano simili a pansé giganti. Le cappe sprizzano di fiocchi. 

Tutto si arrotonda, tutto si dilata... i vestiti da sera, lunghi oppure corti, ondeggiano in una ruota quasi conica. Le nuove texture, che partono dalle lavorazioni tipiche della couture Ferrè (faille trapunta e matelassé). 

Tutto si arrotonda, tutto si intreccia, tra illusione e allusione... i nastri si rincorrono intorno al cappotto e si mescolano alle viole, alle foglie di vite, alle mimose. I colori hanno la sensualità poetica e il virtuosismo di Honoré Fragonard: viole, lilla e ribes; il marrone testa di moro fino a una regale sfumatura prugna; il bianco e il nero.  

Tutto si avvolge voluttuoso, tutto adorna sontuoso... le pellicce ultramorbide di castoro sono foderate di taffetà cangiante matelassé. Il breitschwantz ha la vita mutevole di un tessuto: decorato, ricamato, intarsiato. Le pellicce si trasformano in stole, sciarpe, cappe. Da buttarsi indosso sulla camicia di organza bianca o sulla t-shirt. 

ESTRATTO DALLA CARTELLA STAMPA DELLA COLLEZIONE

Look n. 6
Look n. 32
Look n. 35
Look n. 62
Look n. 67
Look n. 68
Look n. 69
Look n. 71
Look n. 87
Look n. 92