Alta Moda
Autunno/Inverno

“C'è chi segue la strada canonica, e chi, con altrettanto rigore, sovverte i termini della questione: io, in modo eccentrico, dopo otto anni di prêt-à-porter che qualcuno ha definito ‘il più intellettuale e sofisticato del Made in Italy’, sono arrivato all'Alta Moda. Alta Moda che mi dà la possibilità di dimostrare una cultura tecnica e una sperimentazione affinata. Perché penso di essere in grado di portare nell'alta moda alcune tecniche proprie del prêt-à-porter, senza togliere all'abito la manualità e l'artigianalità che deve avere”. 

GIANFRANCO FERRÉ

1986

Parole insolite per concetti inconsueti: la disinvoltura dell'abito diritto di jersey grigio, riscaldato dal cappotto di faille e jersey (un tessuto doppiato che assume aspetti plastici e nuovi). La serietà del tailleur da passeggio in lana gessata secca e brillante: una silhouette asciutta, senza colletto, segnata in vita, che però non cancella la femminilità. La sensualità della sciarpa bianca che ha la funzione ambigua di manica e del jersey che fodera il cappotto di petit-gris. La fastosità controllata delle paillettes metalliche che imitano la grana irregolare del tweed e del tweed impreziosito dai cristalli. La naturalezza degli chemisiers di faille a due colori, con la gonna a pannelli che fascia il dietro e prende volume davanti, ma senza rigidità o sostegni: semplicemente piegando e ripiegando il tessuto. La sicurezza nel riaffermare i temi tipici di Gianfranco Ferré: le spirali, il mezzo nodo rigido, le palette di toni dal grigio fino al bianco e nero, il neutro e neutrale, che corrisponde a certi schemi di ufficialità.

ESTRATTO DALLA CARTELLA STAMPA DELLA COLLEZIONE

Look n. 5
Look n. 16bis
Look n. 18
Look n. 30
Look n. 31
Look n. 46
Look n. 65
Look n. 66
Look n. 68
Look n. 76