biografia
Gianfranco Ferré nasce il 15 agosto 1944
a Legnano (Milano).
“L’educazione, il senso del dovere e della misura, la discrezione, la disciplina sono stati, io credo, il migliore punto di partenza, il migliore ‘trampolino’ che io potessi augurarmi.
Mi hanno consentito di affrontare tutte le prove e tutte le sfide che il mio lavoro un po’ speciale mi ha posto dinanzi anno dopo anno con grande determinazione ed altrettanto rigore, nella convinzione che ogni traguardo, ogni successo fossero da meritare con il massimo dell’impegno e con il massimo della responsabilità... sono parte del mio essere e del mio vivere”.
Gianfranco FERRÉ, appunti
Dopo aver conseguito il diploma di maturità scientifica,
Ferré si iscrive alla Facoltà di Architettura
del Politecnico di Milano, laureandosi nel 1969.
“Mi sono laureato al Politecnico di Milano nel 1969 in architettura con una tesi sulla ‘Metodologia dell’Approccio alla Composizione’, con Franco Albini come relatore.
Il progetto di design architettonico che ho presentato riguardava fondamentalmente l’espansione urbana. Questi erano gli anni del movimento di protesta studentesca, ma anche un periodo di grande fermento ed entusiasmo. Il livello di insegnamento all’istituto era molto alto in quel periodo. I presidi erano inizialmente Carlo De Carli e poi nel mio ultimo anno Paolo Portoghesi. Molti dei miei professori - principalmente Franco Albini, Ernesto Rogers e Marco Zanuso - avevano lasciato il loro segno nella ricostruzione e rinascita di Milano nel dopoguerra. E alcuni dei più grandi architetti e artisti italiani di oggi - come Aldo Rossi, Gae Aulenti, Renzo Piano e Corrado Levi - erano nel corpo docente come lettori o assistenti”.
Gianfranco FERRÉ, appunti
Durante gli anni universitari disegna gioielli e accessori che regala ad amiche e compagne di scuola. Notati da talent scout come Rosy Biffi e da redattrici di moda quali Anna Piaggi e Anna Riva, vengono fotografati e pubblicati da importanti riviste di settore.
Dal 1973 Ferré inizia numerose collaborazioni con
aziende di abbigliamento.
Nel 1973 Gianfranco Ferré intraprende il primo di molti viaggi in India per conto della San Giorgio Impermeabili di Genova, azienda italiana di abbigliamento, per la quale si occupa della progettazione e produzione della collezione Ketch. Questa esperienza si rivela fondamentale nell’evoluzione del suo stile, segnando una tappa decisiva nella definizione del suo linguaggio estetico.
Nel 1974 Gianfranco Ferré sfila a Milano con le prime collezioni “Courlande” prodotta e distribuita dal San Giorgio Impermeabili e “Baila”, quest’ultima affidatagli dall’imprenditore bolognese Franco Mattioli, che nel 1978 diventerà suo socio, costituendo la Gianfranco Ferré s.r.l.
“Ricordo il debutto di Baila al ristorante ‘Elefante Bianco’ in Via San Maurilio, a Milano. Senza pedana, gli ospiti erano seduti ai tavoli.
C’era la stampa, anche se non tantissima, e c’erano, ovviamente, gli amici. Ricordo applausi fortissimi, tanto entusiasmo, una buona dose di incredulità. Camicie bianche, stivali altissimi, tute in jersey, scialli bordati di volpe.
Il mio primo progetto per Baila era questo: l’abito doveva essere comodo al mattino, bello di sera e sempre lo stesso. L’impatto c’è stato, insieme a qualche critica (‘troppi stivali, troppa avanguardia…’)”.
Gianfranco FERRÉ, appunti
Nel maggio del 1978, viene fondata la
società Gianfranco Ferré e a ottobre
è presentata la prima collezione di
Prêt-à-porter donna.
In prima fila le giornaliste che conoscevo solo di nome: Pucci Gabrielli, Anna Piaggi, Anna Riva, Adriana Mulassano, e anche i famosi mostri sacri d’Oltralpe, John Fairchild e Polly Mellen. Scrissero: ‘Una collezione a cinque stelle’ e io mi domandavo: ‘Ma che cosa vuol dire? T’immagini?’ Non mi rendevo conto. Pensa, eravamo io e Rita, due ragazze e uno spogliatoio che era un’infelicità. La collezione, però, bella: i miei motivi c’erano tutti e li rifarei in pieno. Emozione? La gioia più grande la provai quando American Vogue pubblicò un modello mio e uno di Armani con la scritta ‘due pezzi made in Italy che non dimenticherete’ ”.
Gianfranco FERRÉ, appunti
Le collezioni prêt-à-porter di Gianfranco Ferré
sfilano a Milano durante le settimane della moda.
“Costruzione e semplicità sono termini non antitetici alla base della mia moda. Ma costruzione non vuol dire sovrabbondanza e semplicità non vuol dire casualità: il capo acquista la sua fisionomia attraverso una attenta ricerca di linea, una selezione decisa di colori un utilizzo di materiali che permettano la creazione di ben precisi volumi.
Non ammetto la costrizione: ritengo che debba emergere la personalità di chi indossa, di chi sa intelligentemente vestire cercando di far emergere attraverso la scelta dei capi la propria individualità, il proprio spirito.
Penso infatti che le mie proposte di moda non debbano essere dei diktat, per cui certi capi - oggetti disegnati con particolari funzioni - possono continuare a vivere nel tempo, se accostati e reinterpretati con gusto ed eleganza”.
Gianfranco FERRÉ, appunti
“È alta e snella, agile ed energica. Potrebbe non avere lineamenti perfetti, potrebbe non essere una bellezza classica, ma esercita sempre un fascino femminile distinto. Il fascino è nei suoi occhi, nel suo sorriso, nel suo senso di grazia”.
Gianfranco FERRé, appunti
Nel 1982, debutta la
prima collezione uomo
Gianfranco Ferré.
“Ho sempre creduto nell’importanza dell’abbigliamento formale, con le sue regole precise e il suo codice stabilizzato nel tempo. Ma ritengo che anche l’abito per il tempo libero abbia le sue regole precise: si possono scambiare le esperienze e travisare le situazioni. In libertà”.
Gianfranco FERRé, appunti
Dal 1979, la società Gianfranco Ferré arricchisce la
propria offerta con una gamma di accessori, che comprende
borse, scarpe, cinture, bijoux, foulard, cravatte, profumi e occhiali.
“Elemento fondamentale a complemento dell’abito e a decoro del corpo: secondo questa ottica l’accessorio è da sempre oggetto privilegiato della mia attenzione creativa e di una passione speciale che negli anni è cresciuta e maturata”.
Gianfranco FERRÉ, appunti
Nel 1983, partecipa alla progettazione del corso di
Fashion Design e Design Management presso la Domus Academy di Milano,
che dirige fino al 1989.
Ai giovani ho cercato di insegnare che anche il lavoro creativo è, appunto, lavoro, ovvero un’attività che ha bisogno di metodo, di applicazione, di obiettivi, di ‘mestiere’. Deve esistere una spinta individuale, quell’insieme di doti che più o meno propriamente possono essere definite ingegno, inventiva, talento. Ma tutto questo dà frutti e acquista spessore reale solo se convogliato sui binari dell’esercizio e dell’esperienza.
Si può imparare la moda dunque? Sì, se le capacità personali trovano strutture e spazi all’interno dei quali svilupparsi, che consentano la trasmissione delle conoscenze e la sperimentazione dei talenti.
In altre parole: cerco di mostrare quanto conta la ‘logica del lavoro’ per organizzare e strutturare tutti i dati in gran parte emozionali - chiamiamoli pure ispirazione - che sono materia prima, grezza della moda intesa come poesia, sogno, incanto”.
Gianfranco FERRÉ, appunti
Nel 1984, Gianfranco Ferré presenta a New York
la prima Evening Collection.
Nel 1986, Gianfranco Ferré presenta la sua prima
collezione di Alta Moda a Roma.
Non sento questo mio duplice impegno creativo come una contrapposizione o uno sdoppiamento. Per me rappresentano due realtà distinte, ma non totalmente estranee”.
Gianfranco FERRÉ, appunti
Nel maggio del 1989 Gianfranco Ferré è nominato
Direttore Creativo di Christian Dior per
Haute Couture, Prêt-à-porter e Fourrures.
“Il mio primissimo impegno da Dior è stato quello di coglierne lo spirito, per comprendere in che misura poteva appartenermi, in che orizzonti potevo muovermi.
In questo mi ha aiutato la mia determinazione, ma anche la serie di affinità profonde con Monsieur Dior nel concepire l'eleganza: per esempio nella percezione della silhouette femminile, svelta e scattante anche quando si trova ad animare volumi enfatici, nell'amore speciale per i materiali nobili e di grande prestanza, nella cura sacrale riservata al taglio e a tutti i processi di costruzione dell'abito, nell'accento posto sempre e comunque sulla raffinatezza e sul lusso. Una singolare e felice comunanza di vedute, e direi anche di passioni, che ha reso la mia avventura decisamente straordinaria, la mia sfida infinitamente avvincente.
Così, da Dior, per otto anni, ho ‘respirato’ quotidianamente la lezione dell'atelier: cura assoluta per l'abito in tutti i suoi dettagli, somma di abilità diverse e tutte eccezionali, discrezione massima, servizio personalizzato alla clientela. Dal disegno alla realizzazione ‘fisica’, i modelli di Haute Couture, di fatto, non lasciano mai l'atelier.
Ogni abito è un’entità a sé, con una sua storia. Non solo, persino ogni dettaglio, ogni finitura, ogni cucitura costituiscono qualcosa di unico perché vengono effettuati ‘ad hoc’ per ogni singola cliente sulla base delle sue richieste e della sua figura.
Questo stato di cose pone il creatore nella condizione di confrontarsi ‘step by step’ con l'abilità e l'esperienza dei suoi collaboratori in atelier. Ed è qui che, a parere mio, si coglie la vera magia della couture: nella somma di tante abilità e nell'altissima qualificazione di tanti artigiani a cui il couturier deve dare un'impronta, una guida, una compiutezza, un po' come il direttore d'orchestra sul podio”.
Gianfranco FERRÉ, appunti
Numerosi sono i premi e i riconoscimenti attribuiti a
Gianfranco Ferré durante la sua carriera.
1976 - Tiberio d’oro
Premio MareModa Capri, Capri
1978 - Premio Moda
Riconoscimento della rivista Annabella, Milano
1981 - Premio internazionale della Moda
Riconoscimento del Comune di Sanremo, Sanremo
1982 - Occhio d'oro
Premio per la migliore collezione della stagione Prêt-à-porter donna
(P/E1983 - A/I 83-84 - P/E 1985 - A/I 1986-87 - A/I 87-88), Milano
1983 - The Best Five
Riconoscimento dei quotidiani giapponesi Asahi Shimbun e WWD Japan, Tokyo
1984 - Costume Design 1984
Premio conferito dal Los Angeles Drama Critics Circle per i costumi di “Tamara”, Los Angeles
1985 - Modepreis
Premio come migliore stilista dell’anno per la moda femminile, Monaco di Baviera
1985 - Premio di Moda
Riconoscimento della Gazzetta di Mantova, Mantova
1985 - Cutty Sark Men's Fashion Award
Premio come migliore stilista dell’anno per la moda maschile, New York
1985 - Ambrogino d’Oro
Medaglia di benemerenza civica della Città di Milano, Milano
1986 - Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
Onorificenza conferita dal Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, Palazzo del Quirinale, Roma
1986 - Linea Pelle
Targa a riconoscimento dell’impegno creativo, Bologna
1986 - Tessera d’Oro
Riconoscimento della Famiglia Legnanese, Legnano
1987 - Association of Total Fashion
Targa conferita dalla stampa giapponese, Tokyo
1987 - Cavour d’Argento
Premio Città di Torino, Torino
1989 - Telegatto
Premio alla carriera. Tra i premiati Giulio Andreotti e Enzo Biagi, Milano
1989 - Dé d’or
Premio conferito da una giuria internazionale alla migliore collezione di Haute Couture della stagione, Parigi
1989 - Modaischia
Premio alla carriera, Ischia
1989 - Benemerenza civica
Attestato conferito dalla Città di Legnano, Legnano
1989 - Occhio d’oro
Premio per la firma dell’anno della moda italiana, Milano
1989 - Il Milanese dell’Anno
Nomina conferita dalla Famiglia Meneghina, Milano
1990 - I Grandi Protagonisti
Premio conferito dalla Associazione Italiana Pellicceria, Milano
1990 - Italia ‘90
Riconoscimento per la partecipazione all’evento, Milano
1990 - Lorenzo il Magnifico
Premio conferito dalla Accademia Internazionale Medicea, Palazzo Vecchio, Firenze
1991 - Il Fiorino d’Oro
Premio attribuito dalla Città di Firenze, Palazzo Vecchio, Firenze
1991 - Premi alla carriera
Riconoscimenti conferiti dal County of Los Angeles e dal
The Music Center of the County of
Los Angeles, Los Angeles
1992 - El Sol de Oro
Riconoscimento del Circulo Nacional de Periodistas come
“Creador de la elegancia y distinction en la moda europea”, Città del Messico
1992 - Diva-Wollsiegel
Premio conferito da IWS in collaborazione con la rivista “Diva”, Vienna
1993 - Senior Adviser of Garments Arts
Nomina conferita dal China Tiangong Clothing Science &
Technological Development Group e National Garments Research, Pechino
1993 - Pitti Immagine Uomo
Premio speciale, Palazzo Vecchio, Firenze
1993 - Paul Harris Fellow
Premio conferito dalla Fondazione Rotary del Rotary International, Milano
1994 - Night of Stars
Premio conferito dal The Fashion Group International, New York
1994 - Maschera d’Oro
Premio attribuito dal Sindaco della Città di Campione, Campione d’Italia
1995 - Crystal Apple Award
Premio speciale del California Fashion Industry Friends of Aids Project Los Angeles, Los Angeles
1996 - Saks Fifth Avenue Award
Riconoscimento per la partecipazione agli eventi speciali Saks Fifth Avenue, New York e San Francisco
1996 - Masters of Linen
Premio speciale della Confederazione Europea del Lino e della Canapa, Milano
1999 - Chiavi della Città di Como
Riconoscimento conferito dal Sindaco, Como
1999 - Ideacomo
Attestato di riconoscimento del talento e della cultura, Villa d’Este, Como
1999 - Fur Fashion Award - 50 anni
Premio speciale della Associazione Italiana Pellicceria, Milano
1999 - Premio per i vent’anni di attività
Conferito dalla Camera Nazionale della Moda Italiana durante la manifestazione "Donna sotto le stelle”, Roma
2001 - Senior Adviser of Garment Arts
Nomina conferita dal Sindaco della Città di Shanghai, Shanghai
2002 - Fregio con lo Stemma del Comune
Riconoscimento del Comune di Milano, Milano
2003 - Kinder in Not
Premio speciale dell’UNESCO, Düsseldorf
2003 - Five Star Diamond Award
Premio per la realizzazione della SPA più raffinata e creativa, Berlino
2004 - Dama d’Argento
Premio della Associazione degli Amici del Museo Poldi Pezzoli attribuito
“agli Uomini e alle Donne che fanno grande Milano”, Milano
2004 - Premio alla carriera
conferito da "Chi è Chi del Giornalismo e della Moda”, Milano
2005 - Sigillo Longobardo
Riconoscimento attribuito dal Consiglio Regionale della Lombardia, Teatro alla Scala, Milano
2007 - Nomina a Presidente dell’Accademia di Brera di Milano
Milano
17 giugno